grazie

13 Giugno 2008

in tutti questi giorni, ma anche prima di entrare e sempre di più una volta tornati a casa abbiamo avuto vicino tantissimo affetto portatoci dalle persone che ci vogliono bene. siate certi che vi ricordiamo tutti e questo ha saputo alleviare ma anche costruire un’amicizia ancor più salda. non c’è nulla che possa ripagare e dimostrare la gratitudine che sentiamo; abbiamo provato a starvi vicino  con qualcosa che vi rimanesse ( biglietti del cinema, bottiglie di vino, pensieri per i figli,…..) ma queste parole che ci vengono dal cuore desideriamo sia il nostro dono per tutti voi.
Quanti grazie a te che….
ci sei venuto a trovare lontano
ci hai donato un sorriso leggero
ci hai sostenuto e a volte anche sostituito
hai saputo anche non dire niente
hai donato senza nulla richiedere
hai condiviso tutto quanto c’è stato
hai coccolato i nostri bambini
hai scelto di spendere il tuo tempo
hai fatto due passi insieme
hai raccolto e dato confidenze profonde
hai saputo distrarci delicatamente
hai pensato alla nostra sussistenza
non ti abbiamo dovuto chiedere
hai vissuto gli stessi tempi e luoghi con un sorriso
hai spezzato con un abbraccio qualche ombra
hai dato  a noi la forza di un aereoplano
ci hai pensato anche da lontano
hai raccolto qualche lacrima vicino
ci hai dato ogni giorno motivi per essere riconoscenti
ci hai insegnato l’umiltà dell’incontro e l’umanità del disagio
hai saputo pensare a tutto
eri presente anche senza esserci
a volte ne abbiamo approfittato
ci hai sempre accompagnato
ci sei stato e non ci hai lasciato
ci hai affidato
ci hai guardato e guidato
hai saputo ma anche dovuto restare sola
dietro il varco con un sorriso mi hai salutato
hai percorso mille corridoi con figli non tuoi
 
…………..sei un amico!
 
Grazie,
Noemi Gianandrea Gaia Pietro Emma

ed allora ci siamo; la mattina dalle finestre si insinua una meravigliosa luce con i raggi del sole che solo a guardarli scaldano e mettono gioia. siamo in attesa che ci chiamino e con i genitori rido e scherzo sul letto con indosso il mio pigiama rosso. sul letto ci sono tutte le winx a farmi compagnia. passano a dirmi che slitto un poco così, di nascosto, sgranocchio un angolo di biscotto, ma non faccio in tempo a terminarlo che un lettino entra a prendermi, prendendo di sorpresa anche i miei genitori. con grande emozione, ma anche serenità ci avviamo alle sale operatorie, io in braccio alla mamma che lasciano entrare fino alla sala di preparazione. il papà ci lascia all’ascensore e ci salutiamo con un sorriso che mi rivelerà poi non potrà mai scordare.una volta entrati nella sala di preparazione ci rimango a lungo in attesa del mio turno, così faccio a tempo a socializzare e scherzare con tutti compresa la mamma. sono davvero gentili e tutti passano a salutarmi o a far battute. con me ho le mie winx ed allora c’è chi viene a giocare insieme. il medico mi lascia pure tenerle sul lettino durante l’intervento. è il momento di salutarci anche con la mamma e ci lasciamo con un lungo abbraccio; non so chi sia più emozionata. dell’intervento poi non ricordo nulla, ma tutto torna quando rientro in reparto  qualche ora dopo e uscendo dall’ascensore trovo davanti i miei genitori; non ho molte forze, ma un accenno di saluto riesco a farlo. con il mio nuovo peso sulla gamba mi spostano sul lettino; ho un aghetto sul braccio per la fluidoterapia, un cateterino lungo la schiena per la analgesia ed il catetere vescicale. per questo giorno si ronfa

il ricovero

3 Giugno 2008

il 22 gennaio 2008 vengo quindi ricoverata presso il reparto di pediatria ( vista la giovane età) per la preparazione all’intervento che avverrà il giorno seguente.i miei genitori si sono ritrovati dentro questa avventura che per lungo tempo hanno solo immaginato. ed ora ci siamo, cosa dire.

nel reparto vige il caos di ogni altra pediatria durante i mesi invernali, ma noi siamo solo di appoggio essendo di competenza ortopedica. questo comporta ovviamente dei pro ma anche dei contro.innanzitutto siamo circondati da pazienti di pari età e questo risulterà di fondamentale importanza per il morale e la capacità di coinvolgimento nell’immediato post operatorio. inoltre il personale sa valutare le necessità dei piccoli, ad esempio spostando di stanza pz. magari di età troppo differenti. tra i contro ci sta la sensazione a volte di non sentirsi di nessuno, nè della pediatria per competenza ne dell’ortopedia per distanza, ma questo forse è solo una sensazione. ovviamente lasciano sempre presenti i genitori e, se devo essere sincera, anche amici, parenti sono lasciati vicini senza troppe restrizioni

a questo punto so che dovrei spiegare cos’è un ilizarov, ma questo lo demando alle centinaia di pagine tecniche esistenti in rete di facile reperimento. a grandi linee l’intervento, o almeno quello che hanno svolto sulla mia gamba, consiste nel sezionare la tibia e il perone al fine di distanziare i capi ossei e di fissare i monconi con dei fili metallici inseriti da parte a parte all’interno dell’osso ( e quindi attraversando cute e strati sottostanti) e tenuti fermi da una struttura esterna costruita intorno alla gamba al fine di garantirne la stabilità. seguiranno poi in un secondo tempo l’allungamento, la derotazione, le medicazioni……fino alla tanto agognata rimozione definitiva.

tutto questo sarà eseguito da un medico russo, tale valerj maltzev all’ospedale san raffaele di milano