grazie
13 Giugno 2008
il giorno dell’intervento
6 Giugno 2008
ed allora ci siamo; la mattina dalle finestre si insinua una meravigliosa luce con i raggi del sole che solo a guardarli scaldano e mettono gioia. siamo in attesa che ci chiamino e con i genitori rido e scherzo sul letto con indosso il mio pigiama rosso. sul letto ci sono tutte le winx a farmi compagnia. passano a dirmi che slitto un poco così, di nascosto, sgranocchio un angolo di biscotto, ma non faccio in tempo a terminarlo che un lettino entra a prendermi, prendendo di sorpresa anche i miei genitori. con grande emozione, ma anche serenità ci avviamo alle sale operatorie, io in braccio alla mamma che lasciano entrare fino alla sala di preparazione. il papà ci lascia all’ascensore e ci salutiamo con un sorriso che mi rivelerà poi non potrà mai scordare.una volta entrati nella sala di preparazione ci rimango a lungo in attesa del mio turno, così faccio a tempo a socializzare e scherzare con tutti compresa la mamma. sono davvero gentili e tutti passano a salutarmi o a far battute. con me ho le mie winx ed allora c’è chi viene a giocare insieme. il medico mi lascia pure tenerle sul lettino durante l’intervento. è il momento di salutarci anche con la mamma e ci lasciamo con un lungo abbraccio; non so chi sia più emozionata. dell’intervento poi non ricordo nulla, ma tutto torna quando rientro in reparto qualche ora dopo e uscendo dall’ascensore trovo davanti i miei genitori; non ho molte forze, ma un accenno di saluto riesco a farlo. con il mio nuovo peso sulla gamba mi spostano sul lettino; ho un aghetto sul braccio per la fluidoterapia, un cateterino lungo la schiena per la analgesia ed il catetere vescicale. per questo giorno si ronfa
il ricovero
3 Giugno 2008
il 22 gennaio 2008 vengo quindi ricoverata presso il reparto di pediatria ( vista la giovane età) per la preparazione all’intervento che avverrà il giorno seguente.i miei genitori si sono ritrovati dentro questa avventura che per lungo tempo hanno solo immaginato. ed ora ci siamo, cosa dire.
nel reparto vige il caos di ogni altra pediatria durante i mesi invernali, ma noi siamo solo di appoggio essendo di competenza ortopedica. questo comporta ovviamente dei pro ma anche dei contro.innanzitutto siamo circondati da pazienti di pari età e questo risulterà di fondamentale importanza per il morale e la capacità di coinvolgimento nell’immediato post operatorio. inoltre il personale sa valutare le necessità dei piccoli, ad esempio spostando di stanza pz. magari di età troppo differenti. tra i contro ci sta la sensazione a volte di non sentirsi di nessuno, nè della pediatria per competenza ne dell’ortopedia per distanza, ma questo forse è solo una sensazione. ovviamente lasciano sempre presenti i genitori e, se devo essere sincera, anche amici, parenti sono lasciati vicini senza troppe restrizioni
a questo punto so che dovrei spiegare cos’è un ilizarov, ma questo lo demando alle centinaia di pagine tecniche esistenti in rete di facile reperimento. a grandi linee l’intervento, o almeno quello che hanno svolto sulla mia gamba, consiste nel sezionare la tibia e il perone al fine di distanziare i capi ossei e di fissare i monconi con dei fili metallici inseriti da parte a parte all’interno dell’osso ( e quindi attraversando cute e strati sottostanti) e tenuti fermi da una struttura esterna costruita intorno alla gamba al fine di garantirne la stabilità. seguiranno poi in un secondo tempo l’allungamento, la derotazione, le medicazioni……fino alla tanto agognata rimozione definitiva.
tutto questo sarà eseguito da un medico russo, tale valerj maltzev all’ospedale san raffaele di milano