tutti al san raffaele

14 Maggio 2008

dopo 4 anni di periodiche visite di controllo all’ospedale san raffaele di milano, il 2007 sembra essere l’anno giusto, così dott. de pellegrin ci prepara  a questa nuova tappa.

per arrivare all’intervento non solo bisogna valutare la situazione fisiologica e patologica dell’arto, ma si tiene in grande considerazione anche la preparazione psicologica dell’intero nucleo familiare. a tal fine si affrontano degli incontri con uno psicologo che con attività e dialoghi cerca di capire la condizione psicologica della piccolina. a volte questi incontri coinvolgevano anche i genitori, ma per lo più venivano affrontati direttamente con gaia.

ed allora mi si chiedeva di fare dei disegni, chiacchieravamo insieme a quell’angelo turchino della psicologa ed infine, nell’ultimo incontro abbiamo visto tutti un video che parlava dell’avventura di una famiglia di orsacchiotti che entravano in ospedale per un intervento. alla fine di tutto simulavamo giocando un intervento su un peluche coinvolgendo anche i genitori nelle diverse figure sanitarie o familiari. tutto questo sono convinta aiuti a prendere coscienza attraverso una proiezione di quello che mi sarebbe successo da li a poco.

è un percorso lodevole nella sua intenzione ed allo stesso tempo perfettibile nell’organizzazione; grazie comunque tanto perchè tale sensibilità ed attenzione alla componente psicologica ,oggi nei luoghi di cura , è difficile trovarla.

una volta operata di piede torto congenito abbiamo tenuto il gesso per qualche tempo e, una volta tolto era giunto il tempo di camminare e…. non ci sono stati problemi.

già gattonare con il gesso non era facile, ma questo non ha fermato la vitalità di una bimba di pochi mesi. ancora ricordo ( o almeno mi dicono i miei) che con il gesso sono anche entrata in piscina e nel lago termale grazie ad una confezione che rivestiva interamente il gesso. per alcuni anni abbiamo fatto fisioterapia per l’elasticità ed il potenziamento dell’arto. è stata preziosa la conoscenza e l’aiuto di monica daminelli ( una bella presenza sul nostro cammino); è grazie a lei se oggi sono una gazzella. indubbiamente essere stata stimolata così tanto mi ha aiutato a non fermarmi mai.

ed allora tolto il gesso mi sono messa a camminare – avevo proprio voglia- ed i miei primi passi li ho mossi in ospedale ; ma stavolta quando sono andata a trovare il mio fratellino appena nato. Pietro. il seguito direi che è stato regolare con una crescita ottimale, tranne la gamba destra man mano crescevo, lei invece rimaneva un poco indietro. già lo sapevamo; dott. De Pellegrin ci aveva avvisato di questa conseguenza del piede torto. in pratica l’ipoplasia della gamba dx. mi costringeva, anno dopo anno, ad aumentare il rialzo delle scarpe del piede dx. all’inizio , grazie all’utilizzo di scarpe alte, il rialzo era solo interno quindi senza che si vedesse, ma una volta arrivati ad un gap di 1,5 cm. il rialzo si è aggiunto anche all’esterno.

dott. DePellegrin ci aveva accennato che una volta arrivati a circa 6 cm. saremmo dovuti intervenire con l’operazione di allungamento dell’arto grazie alla metodica ilizarov.

era ancora distante, ma ogni tanto il pensiero sbucava e faceva capolino; come sarà? come ci arriveremo? come lo affronteremo? e piano piano……ci avvicinavamo!